Mattia Barbieri

I suoi primi passi in cucina

Finiti gli studi decide di approfondire l' affascinante mondo della cucina ed è così che iniziano le sue prime sperimentazioni. Nemmeno maggiorenne entra nella cucina delle Calandre, da Massimiliano Alajmo allora affiancato da Mamma Rita. Una esperienza durata poco più di un anno che ha contribuito in maniera decisa alla sua formazione unendo al talento la conoscenza delle più evolute tecniche culinarie. La voglia continua di crescere e l'esigenza di approfondire, lo spingono a fare nuove esperienze nelle cucine di affermati Chef internazionali come Gualtiero Marchesi, l'Harry's Bar di Londra e La Palme d'Or a Cannes
 

Percorso lavorativo Italia


La prima esperienza, seppur giovanissimo è stata nella cucina delle Calandre, con un allora ventitreenne Massimiliano Alajmo affiancato da Mamma Rita, uno stage durato poco più di un anno che ha contribuito, per la “statura” dei due personaggi, a trasformare con l’estro e la disciplina il talento innato di Mattia per la cucina. Successivamente inizia un percorso presso le cucine di alcuni Grandi Hotel come Hotel del Golfo all'Isola d'Elba, Grand Hotel Principe di Piemonte al Sestriere, prima di approdare nella cucina di Gualtiero Marchesi, in quel che fu forse l'annata più divertente e irriverente della prima scuola italiana di cucina (era il 1999) c’erano Paolo Lopriore ed Enrico Crippa, ossia un meraviglioso equilibrio tra “genio e sregolatezza” (del primo) e “disciplina e concretezza” (dell'altro).

Percorso lavorativo Estero


Continuando nel suo processo di crescita, decide di trasferirsi prima a Londra (dove resta per circa due anni) presso l’Harry's Bar al fianco di Alberico Penati, “ ove gli viene affidato il ruolo di preparazione dei secondi piatti , costruendosi una cultura di Rôtissoire e Jus (Girarrosto e Succhi di cottura alla francese).  Dopo l’esperienza londinese vola a Cannes sulla Croisette a La Palme d'Or, il celeberrimo Ristorante dell'Hotel Martinez, guidato dal famoso Chef alsaziano Christian Willer dove per due anni ha fatto lo Chef de partie al pesce, una delle partite più dure nella cucina francese.


 

Il ritorno in Italia


Nel 2004, Mattia non ancora venticinquenne, ma con un enorme bagaglio di esperienze alle spalle ritorna in Italia a Mestrino, per aprire con grande entusiasmo e passione l'Enoteca Centrale, un originale Bistrot che in breve tempo diventa un punto di riferimento nel panorama Enogastronomico regionale


 

L'evoluzione


Mattia comprende che il format di Enoteca Centrale ha in se un enorme potenziale di sviluppo, sia a livello nazionale che internazionale. Un progetto importante, il cui successo necessita oltre al talento innato e all’amore per il proprio lavoro, anche dell’apporto significativo di “risorse finanziarie e manageriali”.


La famiglia Castellano


L’incontro con la Famiglia Castellano (noti e stimati Imprenditori del Veneto con interessi nel settore degli accessori moda e Merchandising nel mondo del Calcio) che con Mattia condividono la grande passione per l’arte culinaria, rappresenta il momento di svolta del progetto “Enoteca Centrale”, la quale dopo un’attenta valutazione acquisisce con la Imma S.p.A. guidata da Enzo Castellano (Presidente della Holding del Gruppo), una partecipazione al Capitale Sociale del 50%. Anche nella nuova realtà il Presidente del gruppo Imma assume la carica di Amministratore Unico, ed unitamente ai fratelli Rino e Massimo Castellano rappresentano l’anima manageriale della nuova realtà.